Rabarbertaart

De rabarbertaart is een klassieker onder de zoetigheden op basis van rabarber. Deze taart is kenmerkend door zijn zoete en tegelijkertijd wat bittere smaak. Bij de zure tonen van de rabarber past de toevoeging van suiker perfect, waardoor de taart mooi in balans is qua smaak en er ook zeer smakelijk uit ziet. De rabarbertaart kan geserveerd worden met vanille-ijs of banketbakkersroom met een aroma van citroen en kan zowel als ontbijt of als tussendoortje geserveerd worden.

Ingrediënten

  • 250 gr bloem
  • 130 gr boter
  • 200 gr suiker
  • 4 eierdooiers
  • 1 biologische limoen
  • 200 ml melk
  • 1 vanillestokje
  • 250 gr rabarber-compote

Bereiding

Meng in een grote kom het meel met de in blokjes gesneden koude boter tot er een zanderige massa is verkregen. Voeg 100 gr. suiker, 1 eidooier en de geraspte citroenschil toe en kneedt dit tot een glad compact mengsel. Bedek het met huishoudfolie en laat 30 min. rusten in de koelkast.
Neem het deeg en rol het met een deegroller op een licht met bloem bestoven werkblad uit tot het een dikte van ongeveer 1 cm heeft bereikt. Vet een bakblik in met boter en bloem en bedek deze met het deeg. Vul dit gelijkmatig op met de rabarber-compote en decoreer dit kruislings met repen van het overgebleven deeg. Bak het circa 40 min. in een op 180°C voorverwarmde oven.
Meng in een pannetje de melk met het in tweeën gesplitst vanillestokje. Klop in een aparte kom met een garde de resterende 3 eierdooiers met 100 gr. suiker totdat er een volle, gladde crème is ontstaan. Verwijder het vanillestokje uit de melk en voeg de melk aan de eierdooiers toe. Doe het mengsel in een kom en laat het au bain-marie indikken. Serveer deze crème samen met de taart.

Rabarbaro

Il rabarbaro è una pianta erbacea perenne che cresce spontanea in Europa e in Asia e che può essere anche coltivata nell’orto. In Italia è poco conosciuto, infatti la prima volta che l’ho trovato non sapevo di dover usare i guanti per cucinarlo ed ho avuto le mani rosse per giorni! 
 
Fin dall’antichità il rabarbaro veniva utilizzato sia a scopo ornamentale che a scopo medicinale soprattutto nelle popolazioni asiatiche con particolare riferimento alla Cina e alla Mongolia.  Di solito si utilizzano le coste e i piccioli fogliari carnosi come ingredienti culinari, mentre l’utilizzo delle foglie viene sconsigliato per il loro elevato contenuto di acido ossalico. Per quanto riguarda fitoterapia e erboristeria, l’attenzione si rivolge al rizoma del rabarbaro che viene considerato molto utile per regolare la digestione, con particolare riferimento alla secrezione dei succhi gastrici e della bile. In generale la medicina naturale considera il rabarbaro come un ottimo rimedio per migliorare le funzioni digestive e intestinali, se la sua assunzione è ben dosata.

Crostata al rabarbaro

Un classico tra i dolci a base di rabarbaro! Questa crostata si caratterizza per un sapore dolce e al tempo stesso leggermente amarognolo: le note acidule del rabarbaro infatti contrastano perfettamente l’aggiunta dello zucchero dando vita ad un dessert bilanciato nel sapore e appetitoso nell’aspetto. La crostata al rabarbaro può essere accompagnata con del gelato alla vaniglia o una crema pasticcera aromatizzata al limone ed essere servita sia a merenda che a colazione.

Ingredienti

  • 250 gr farina
  • 130 gr burro
  • 200 gr zucchero
  • 4 tuorli
  • 1 limone bio
  • 200 ml latte
  • 1 stecca vaniglia
  • 250 gr marmellata di rabarbaro

Preparazione

In una ciotola capiente mescolate la farina con il burro freddo tagliato a tocchetti fino a ottenere un composto sabbioso. Unite 100 g di zucchero, un tuorlo, la scorza del limone grattugiata e impastate fino ad ottenere un composto liscio e compatto. Ricopritelo con pellicola per alimenti e riponetelo in frigorifero per 30 minuti.
Prendete l’impasto e stendetelo con il mattarello su un piano leggermente infarinato fino a raggiungere lo spessore di circa 1 cm. Imburrate e infarinate una teglia e rivestitela con la frolla. Farcite uniformemente con la marmellata di rabarbaro e decorate con i fili ricavati dalla frolla avanzata. Infornate in forno preriscaldato a 180°C per 40 minuti circa.
In un pentolino mettete a scaldare il latte con il baccello di vaniglia diviso a metà per il senso della lunghezza. A parte, con le fruste, lavorate tre tuorli con 100 g di zucchero fino a ottenere una crema liscia e corposa. Eliminate la bacca di vaniglia dal latte e unitelo ai tuorli. Trasferite il composto in una in un recipiente per la cottura a bagnomaria e fatelo addensare. Decorate la crostata prima di servire.

Cruciverba 29

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Orrizontale Verticale
1. Una di 500 metri si trova sul tetto della vecchia fabbrica FIAT. [5.5]
3. Sul retro di questa basilica c’è una lapide che ricorda la caduta di un aereo nel 1949 su questa collina sotto la basilica con i giocatori della squadra di calcio del Grande Torino. [8,2,7]
7. Marchio automobilistico dove la lettera T sta per Torino.
10. Poiché molti giocatori più anziani ci giocavano e il club era adorato come una donna, chiamano questa squadra di calcio ‘la vecchia signora’.
11. In questo modo sei protetto dal sole e dalla pioggia sui sentieri del centro città.
12. Questa era Torino prima di Firenze e Roma.
13. Non è del tutto certo se questa bevanda, che consiste in vino aromatizzato con erbe e piante aromatiche, sia originaria di Torino.
18. Questo quartiere ospita il Museo Arte Urbana (MAU), un museo a cielo aperto con murales di artisti moderni. [5,11]
19. Re e regine vivono in una casa del genere, a Torino ci sono più di venti.
21. Il fiume più lungo d’Italia (652 km).
23. L’invenzione torinese di questi pezzi allungati di pane secco che si trovano in tavola al ristorante è stata un successo grazie alla possibilità di conservarli per diverse settimane.
25. Puoi vedere solo un’immagine di questo pezzo di stoffa sacra; quella vera è conservata sotto in una cassa metallica. [5,7]
26. Questa bevanda torinese fa parte dell’amato cocktail di James Bond, “Shaken, not stirred”.
27. Questo evento “Slow Food” più grande e importante al mondo viene organizzato ogni due anni. [5,5]
28. Bellissimo museo del cinema con una delle collezioni più importanti al mondo, ospitato in un imponente edificio con uno spettacolare ascensore. [5,9,3,6]
2. Questo animale è il simbolo di Torino.
4. Anche questa casa, che prende il nome dalla moglie, è stata progettata da Alessandro Antonelli, È chiamata dai torinesi “Fetta di polenta”, e un lato è largo solo 54 cm.
5. Un cioccolatino torinese a forma di barchetta rovesciata fatto di cioccolato e nocciola e avvolto in carta dorata.
6. In questo edificio completamente ristrutturato di recente si può ammirare l’intera storia dell’auto italiana. [5,4,10]
8. Originariamente intesa come sinagoga, questa struttura prende il nome dall’architetto che ha progettato l’edificio, Alessandro Antonelli. [4,12]
9. Qui puoi vedere la più grande collezione di arte egizia al di fuori dell’Egitto. [5,6]
14. Questo mercato è conosciuto come il più grande d’Europa. [5,7]
15. Questo marchio di caffè del 1895 è famoso in tutto il mondo e ha persino un proprio museo.
16. Questa gelateria ha aperto il suo primo punto vendita a Torino nel 2003. Vende gelati “slow” senza conservanti e coloranti. Adesso c’è anche a Parigi, New York e Tokyo.
17. Il logo di questo marchio di abbigliamento torinese mostra due giovani che si danno le spalle.
20. Questa abitudine di stimolare l’appetito con una bevanda (alcolica) è nata a Torino.
22. Nel 2007 la prima filiale di questa catena di negozi di cibo italiano ha aperto a Torino, successivamente anche a New York, Chicago, Tokyo e Dubai.
24. Nel bar più antico (1763) di Torino si beve questo caffè con cioccolato.