Pasta met citroenpesto

  • 350 g spaghetti
  • 2 onbehandelde, biologische citroenen
  • 200 g geraspte kaas
  • 50 g pijnboompitten
  • basilicum
  • extra vierge olijfolie
  • schil van 1 citroen
  • zout, peper, naar smaak

Snijd met een zeer fijne dunschiller reepjes van de schil van de citroenen en zorg ervoor dat je alleen het gele gedeelte gebruik. Rooster de pijnboompitten en mix vervolgens alle ingrediënten: citroenschil, geroosterde pijnboompitten, geraspte kaas, sap van een halve citroen, 5 of 6 eetlepels extra vierge olijfolie.

Mix tot een dikke, homogene pesto en maak af naar smaak met fijn geraspte citroenschil. De citroenpesto is klaar.

Kook de pasta en giet hem beetgaar af, bewaar wat kookwater. Doe de pasta over in een pan en voeg de citroenpesto en een pollepel kookwater toe. Roerbak enkele minuten. Breng voor het opdienen de pasta met citroenpesto op smaak met een beetje citroenrasp.

L’outsider Lucio Corsi arriva secondo a Sanremo e rappresenterà l’Italia a Eurovision

Il cantautore toscano è stata la sorpresa del 75esimo Festival di Sanremo. Come pochi è riuscito a rendere armonioso il rock d’autore alle sonorità folk e glam, trasformandone le sue atmosfere surreali in poesia. Lucio Corsi è uno dei giovani cantautori e artisti più interessanti delle nuove generazioni musicali in Italia. Sebbene il suo nome non sia (per ora) notissimo al grande pubblico, il musicista toscano, oggi 31enne, ha una carriera ultradecennale alle spalle. Apprezzato da moltissimi colleghi e critici, si è ritagliato sempre più spazio nella scena indie ma anche nel mondo della musica live, che anima sempre con passione, poesia e delicatezza.

Meritatissimo il secondo posto con la sua canzone Volevo essere un duro che ha già conquistato pubblico e critica grazie a un testo intenso che affronta il contrasto tra ciò che si vorrebbe essere e ciò che si è realmente. La canzone è una dichiarazione d’intenti, un’aspirazione che l’artista rivela di aver coltivato fin da bambino, influenzato forse da modelli cinematografici o da figure eroiche. Crescendo, tuttavia, si scontra con la realtà della propria fragilità e autenticità e con la complessità del mondo, un ambiente che mette a dura prova le sue ambizioni di durezza. 

Corsi è stato sorpassato con una manciata di voci da Federico Olivieri, in Arte Olly, che ha vinto il Festival con Balorda Nostalgia. Normalmente il vincitore di Sanremo partecipa ad Eurovision, ma Olly ha rinunciato e noi siamo felici che sarà Lucio a rappresentare l’Italia. E voi cosa ne pensate?

Volevo essere un duro (testo)

Volevo essere un duro
Che non gli importa del futuro
Un robot
Un lottatore di sumo
Uno spaccino in fuga da un cane lupo
Alla stazione di Bolo
Una gallina dalle uova d’oro
Però non sono nessuno
Non sono nato con la faccia da duro
Ho anche paura del buio
Se faccio a botte le prendo
Così mi truccano gli occhi di nero
Ma non ho mai perso tempo
È lui che mi ha lasciato indietro

Vivere la vita
È un gioco da ragazzi
Me lo diceva mamma ed io
Cadevo giù dagli alberi
Quanto è duro il mondo
Per quelli normali
Che hanno poco amore intorno
O troppo sole negli occhiali

Volevo essere un duro
Che non gli importa del futuro no
Un robot
Medaglia d’oro di sputo
Lo scippatore che t’aspetta nel buio
Il Re di Porta Portese
La gazza ladra che ti ruba la fede

Vivere la vita
È un gioco da ragazzi
Me lo diceva mamma ed io
Cadevo giù dagli alberi
Quanto è duro il mondo
Per quelli normali
Che hanno poco amore intorno
O troppo sole negli occhiali
Volevo essere un duro
Però non sono nessuno
Cintura bianca di Judo
Invece che una stella uno starnuto

I girasoli con gli occhiali mi hanno detto
“Stai attento alla luce”
E che le lune senza buche
Sono fregature
Perché in fondo è inutile fuggire
Dalle tue paure

Vivere la vita è un gioco da ragazzi
Io, io volevo essere un duro
Però non sono nessuno

Non sono altro che Lucio
Non sono altro che Lucio

Molto delicata anche la sua versione di Volare (nel blu dipinto di blu) di Domenico Modugno nella serata duetti, proposta assieme a Topo Gigio (!).

Pasta al pesto di limoni 

Ingredienti (4 persone):

•    350 g di spaghetti
•    2 limoni non trattati
•    200 g di formaggio grattugiato
•    50 g di pinoli
•    basilico
•    olio extravergine di oliva
•    scorza di 1 limone
•    sale, pepe QB

Procedimento:

Ricavare con un pelapatate molto fine delle strisce dalla buccia dei limoni, avendo cura di prendere solo la parte gialla. Tostare i pinoli, poi frullare tutti gli ingredienti: le scorze di limone, i pinoli tostati, il formaggio grattugiato, il succo di mezzo limone, 5 o 6 cucchiai di olio extravergine d’oliva, sale e pepe.

Frullare fino a ottenere un pesto denso e omogeneo e completare a piacere con la zeste di limone grattugiata finemente. Il pesto di limoni è pronto.

Cuocere la pasta e scolarla al dente, conservando un po’ di acqua di cottura. Trasferirla in una pentola e aggiungendo il pesto di limoni e un mestolo di acqua di cottura. Mantecare per qualche minuto. Prima di servire, insaporire la pasta con pesto di limoni con un po’ di scorza di limone.