Italia in Fiore: il risveglio dell’arte effimera

Infiorata di Genzano di Roma

Mentre la primavera del 2026 entra nel suo vivo, l’Italia si prepara a mettere in scena uno degli spettacoli più belli e delicati della sua tradizione: le Infiorate. Non sono semplici manifestazioni religiose, ma veri atti d’amore collettivo, in cui interi borghi, per una manciata d’ore, si trasformano in tele viventi fatte di petali, polline e profumi selvatici.

L’incanto comincia a Noto dal 15 al 19 maggio, dove il barocco di via Nicolaci accoglie il tema “Cultura Pop”, fondendo icone moderne e petali variopinti. Poco dopo, la tradizione  rivive a Gerano tra fine aprile e maggio, celebrando la Madonna del Cuore con quadri tecnici di straordinaria precisione. Il culmine delle celebrazioni legate al Corpus Domini si tiene nel weekend del 6 e 7 giugno. Mentre a Diano Marina un milione di petali ricopre il centro ligure affacciato sul mare, a Spello va in scena la magica “Notte dei Fiori”: qui i maestri infioratori lavorano fino all’alba per creare un tappeto di 1,5 km che sfida la perfezione di un dipinto. Infine, dal 13 al 15 giugno, la storica Genzano di Roma chiude i grandi appuntamenti con la sua 248ª edizione; la monumentale Via Italo Belardi celebrerà gli 80 anni della Repubblica, offrendo uno sguardo suggestivo sull’identità nazionale attraverso l’arte effimera.

Visitare un’infiorata significa osservare i maestri lavorare chini per tutta la notte, sfidando l’umidità e la stanchezza, per un’opera che durerà lo spazio di un mattino. È un inno alla bellezza che non vuole essere posseduta, ma vissuta.

Sanremo 2026: Il trionfo della melodia, vince Sal Da Vinci

Il 76e Festival di Sanremo si è concluso con un verdetto che profuma di tradizione e riscatto: Sal Da Vinci ha conquistato il primo posto con il brano “Per sempre sì”. In una finale carica di emozione, il cantautore napoletano è riuscito a scalzare la concorrenza agguerrita dei giovani Sayf e Ditonellapiaga, riportando la grande melodia italiana al centro del Teatro Ariston.

Sal Da Vinci, pseudonimo di Salvatore Michael Sorrentino, è un artista dalla carriera lunghissima e poliedrica. Figlio d’arte – suo padre era il celebre Mario Da Vinci – ha debuttato giovanissimo diventando un’icona della sceneggiata e della musica napoletana moderna. Non è un volto nuovo a Sanremo: nel 2009 ottenne già un grande successo classificandosi terzo con “Vera”. Oltre alla musica, è una colonna portante del teatro musicale italiano, avendo collaborato con nomi del calibro di Claudio Mattone al musical “Scugnizzi”. La sua vittoria è il frutto di un perfetto equilibrio tra tecnica vocale e impatto emotivo. “Per sempre sì” è una ballata orchestrale classica, capace di toccare le corde del pubblico più tradizionale. Sarà lui a rappresentare l’Italia alla prossima edizione di Eurovision, anche se la nostra preferita sarebbe stata la più giovane e spumeggiante Ditonellapiaga con “Che fastidio!”. E voi che ne pensate?

L’Aquila 2026:Una rinascita nel segno della cultura

Il capoluogo abruzzese ha ufficialmente inaugurato il proprio anno come Capitale Italiana della Cultura 2026. Sotto il claim “L’Aquila Città Multiverso”, la città viene proposta come un modello di rigenerazione che intreccia memoria storica, innovazione tecnologica e coesione sociale. Il ricco programma di eventi non si limiterà alla città, ma si estenderà anche ai territori circostanti e a Rieti, sottolineando l’identità delle aree interne come motori di sviluppo culturale.

L’Aquila si prepara a vivere un anno speciale con un incredibile calendario di eventi, mostre, concerti e spettacoli che ne celebrano storia, arte e tradizioni locali, promuovendo al contempo innovazione e creatività. Un’occasione unica per riscoprire la città e le sue bellezze architettoniche e naturali. Tra le iniziative di rilievo c’è “Palazzi Aperti”, che una domenica al mese, fino alla fine del 2026, aprirà le dimore storiche a cittadini e visitatori, offrendo un percorso di scoperta del patrimonio architettonico diffuso che ha contribuito a formare l’identità urbana e sociale del luogo.

Il calendario prevede oltre 300 iniziative tra mostre, spettacoli e laboratori, come il progetto “Musica Per-Formare”, che propone incontri sul dialogo tra musica, letteratura e altre discipline, approfondendo il rapporto tra musica, uomo, nuove tecnologie e intelligenza artificiale. Segnaliamo anche il progetto ”Progetto Beethoven 200° ” con una serie di concerti dedicati al compositore. 

Scopri il programma completo di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026

Crime tv italiane

Le serie TV di crime italiane hanno sempre più successo, grazie a produzioni che mescolano il noir a tematiche sociali e storiche, consolidando la popolarità dei titoli sulle piattaforme di streaming globali.

I titoli di maggior successo, legati a casi di crimini realmente avvenuti, sono “Il Mostro”, miniserie diretta da Stefano Sollima e dedicata al caso dei misteriosi omicidi di Firenze, che è diventata a fine 2025 la serie italiana più vista su Netflix a livello mondiale. L’opera ripercorre gli omicidi non solo come indagine criminale, ma anche come affresco di un’Italia rurale e oscura.

Il pubblico premia produzioni che uniscono il rigore documentaristico alla tensione drammatica, come la docuserie “Yara: Oltre ogni ragionevole dubbio”, che continua a generare dibattito per la sua analisi del caso Gambirasio, o la recente produzione “La banda della Magliana – La vera storia” su Sky in Italia, che ricostruisce l’egemonia criminale romana.

Sono state molto amate anche “Per Elisa – Il caso Claps” e la scioccante inchiesta di “Veleno” su Prime Video, dove la verità processuale si intreccia con le profonde contraddizioni sociali del Paese.

Grandissimo il successo su Disney+ di “Avetrana – Qui non è Hollywood”, miniserie televisiva che ricostruisce il terribile delitto di Sarah Scazzi in quattro capitoli, ciascuno focalizzato sul punto di vista di un protagonista.

Infine, “L’assassinio del Banchiere di Dio”, docuserie del 2022 (distribuita internazionalmente anche su Paramount) e oggi diventata podcast, ricostruisce la morte di Roberto Calvi sotto il Blackfriars Bridge di Londra, intrecciando le indagini con le vicende del Banco Ambrosiano, del Vaticano, della Loggia P2 e della mafia.

La cucina italiana patrimonio Unescoè unica nel suo genere

La cucina italiana è stata ufficialmente riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità nel dicembre 2025, un riconoscimento storico che premia la sua ricchezza, le tradizioni, le pratiche sociali e i valori legati alla convivialità, segnando la prima volta che un’intera tradizione gastronomica nazionale ottiene tale titolo. Questo status celebra non solo i piatti, ma anche le ricette tramandate, il rispetto per gli ingredienti e il ruolo sociale del cibo nella vita quotidiana italiana, rafforzando i legami intergenerazionali. Nella candidatura non c’entrano ricette, prodotti o riti relativi alla preparazione: l’UNESCO tutela il patrimonio culturale immateriale, ossia pratiche, saperi, gesti, rituali e valori sociali che si tramandano nel tempo. 

Nel caso italiano sono riconosciute la dieta mediterranea e l’arte del pizzaiolo napoletano per il loro valore culturale, identitario e sociale. Questo riconoscimento serve a proteggere le tradizioni a trasmetterle alle nuove generazioni e a valorizzare il cibo come espressione di cultura e non solo come prodotto commerciale.

Kandinsky e l’Italia

La mostra ospitata al Museo MA*GA di Gallarate, in provincia di Varese, dal 30 novembre al 12 aprile 2026, offre un nuovo sguardo sul maestro dell’astrattismo attraverso un percorso che mette in relazione la sua opera con le ricerche italiane del Novecento. 

La grande esposizione riunisce circa 130 opere provenienti da importanti collezioni pubbliche e private, tra cui quelle della Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro, e propone un dialogo tra Kandinsky e artisti come Fontana, Licini, Melotti, Accardi, Dorazio, oltre a figure internazionali quali Klee, Miró, Arp e Calder.

Il risultato è un viaggio intenso nella nascita e nello sviluppo dell’astrazione, che mostra quanto il linguaggio visionario di Kandinsky abbia influenzato profondamente la scena artistica italiana.  La mostra è un invito al pubblico a riscoprire la forza innovatrice di uno dei grandi protagonisti del Novecento.

https://www.museomaga.it

Mai assaggiate le banane italiane?

Il colosso Chiquita ha avviato la coltivazione di banane in Italia per la prima volta. La prima fase del progetto prevede la piantagione di 20.000 alberi di banane biologiche in Sicilia, che dovrebbero portare i primi frutti italiani sul mercato a partire dal 2026. Se ne occuperà la cooperativa agricola Alba Bio in Sicilia con la piantumazione nei terreni tra Marsala e Campobello di Mazara, nel sud dell’isola. 

Non solo bananeti: la tropicalizzazione del clima sta avendo un impatto sempre più tangibile nel sud del Paese. In Sicilia, ma anche in Calabria e parte della Puglia, la coltivazione di frutti originariamente tropicali è diventata una realtà negli ultimi anni con la produzione di avocado, mango, papaia e frutto della passione.

Le banane non sono del tutto una novità in Sicilia: negli ultimi anni alcune cooperative e aziende agricole, soprattutto nel Palermitano, avevano già sperimentato con successo piccole coltivazioni locali, dimostrando che il clima mediterraneo – sempre più caldo e stabile – può funzionare con piante tipicamente tropicali. 

Mettiamo le mani in pasta?

In occasione della Dutch Design Week, Cucina Italiana organizza uno speciale workshop di cucina, in collaborazione con lo studio di ceramiche Seven and Half. Pastaramic sarà un laboratorio molto divertente, rilassante e ricco di stimoli sensoriali dove imparare a preparare la pasta fresca di semola e il vostro personale rigagnocchi in ceramica.

Un’esperienza creativa che trasforma gesti antichi in design moderno, un viaggio attraverso forme e consistenze in cui la pasta fresca diventa un’opera d’arte commestibile, plasmata in forme innovative con un nuovo strumento in ceramica.

In questo corso imparerete a preparare la pasta fresca di semola, la classica pasta vegana italiana fatta in casa, usata in formati diversi come orecchiette, trofie, strascinati o malloreddus sardi. Inoltre sarà possibile creare il vostro utensile da cucina in ceramica, passo dopo passo, utilizzando tecniche manuali per dare forma ai vostri rigagnocchi secondo i vostri gusti personali.

Il corso è perfetto anche per principianti!

Cliccate qui per trovare tutte le informazioni 
I posti sono limitati.

Firenze, al via la nuova edizione di Flore festival tra musica, mostre e natura

Dal 25 giugno al 14 luglio animerà la città e l’area metropolitana con sedici concerti, talk, masterclass, mostre, passeggiate e installazioni. Il Flore Festival è una rete di eventi che collega musica colta, creatività contemporanea e sostenibilità in uno dei territori più simbolici della cultura europea. Il programma si articola in tre rassegne principali: “Concerti in Divenire”, che esplora il dialogo tra musica, nuove tecnologie, performance e arti visive, in collaborazione con artisti, video designer e scultori contemporanei. “Oltre la Voce”, dedicata alla vocalità come spazio poetico, narrativo e sociale, tra parola, canto e gesto, con particolare attenzione alla musica italiana del primo Novecento e al repertorio inedito. “Italia che Emerge”, vetrina dei migliori giovani interpreti italiani selezionati tramite call nazionale, con un focus sull’energia generazionale e sull’innovazione musicale.

Sedici concerti, talk, masterclass, passeggiate culturali, performance e installazioni: un programma ricco e diffuso, quest’anno incentrato sul simbolo universale dell’albero e intitolato Arbore Amica, che animerà Firenze e tutta l’area metropolitana. Oltre al Tepidarium in ferro e vetro, altri tesori poco noti della città apriranno le porte al festival e al suo intreccio tra musica da camera, arti visive e sostenibilità ambientale: dal Cortile di Michelozzo di Palazzo Medici Riccardi, scrigno rinascimentale nel cuore della città, alla Chiesa di San Giovannino dei Cavalieri e quella di Santa Felicita che conserva la celebre “Deposizione” del Pontormo, fino a giardini e biblioteche dell’area metropolitana.

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La più bella spiaggia al mondo del 2025

Cala Goloritzé in Sardegna è la prima classificata della World’s 50 Best Beaches 2025, definito dai redattori «un anfiteatro mistico sulla spiaggia». A chiudere l’elenco delle 50 spiagge più belle del mondo, un’altra italiana, e sempre in Sardegna: Stintino. Nella classifica delle prime 10, insieme a Cala Goloritzé c’è invece solo un altro lido europeo, la greca Fteri, a Cefalonia.

Queste le motivazioni del prestigioso primo posto: “Cala Goloritzé è più di una semplice spiaggia: la sua bellezza selvaggia ha il potere di emozionare dal momento in cui la si osserva. Che si guardi dall’alto dal belvedere o che si stia in riva al mare con i piedi nell’acqua, lo scenario è davvero mozzafiato. Sebbene l’intera costa di Baunei sia splendida, Cala Goloritzé si distingue grazie al suo spettacolare pinnacolo calcareo di 143 metri, che ricorda una cattedrale. L’acqua qui è incredibilmente limpida e perfetta per nuotare.

Non solo: grandi sforzi di conservazione la proteggono. Dichiarata monumento naturale negli anni ’90, Cala Goloritzé è straordinariamente protetta. L’accesso è limitato a chi accede a piedi – con un numero limitato di biglietti venduti ogni giorno – o ai bagnanti che arrivano dalle barche ormeggiate a 200 metri di distanza, dietro una barriera protettiva che mantiene la spiaggia libera dal traffico nautico. È il perfetto connubio tra una bellezza naturale incontaminata e un’esperienza balneare senza pari.”

https://www.italia.it/it/sardegna/cala-goloritze