Il monologo di Favino che ha emozionato Sanremo 2018

https://www.youtube.com/watch?v=Hcm4BixLjeQ

Uno dei momenti più memorabili durante lo scorso 68esimo Festival di Sanremo non è stata una canzone, bensì l’interpretazione magistrale dell’attore Pierfrancesco Favino dell’opera “La notte poco prima della foresta”, scritta dal drammaturgo e regista teatrale francese Bernard-Marie Koltès. Si è trattato di un monologo di neanche cinque minuti dove il personaggio che recita è un uomo straniero che parla delle sue difficoltà di adattamento e dell’accoglienza che gli riservano le altre persone. L’interpretazione di Favino, che aveva già recitato il monologo in alcune serate da solista al teatro Ambra Jovinelli di Roma, è stata a detta di molti uno dei momenti più belli dell’intera serata di Sanremo. Oltre alla bravura dell’attore, erano presenti anche alcuni fatti di cronaca dell’ultimo periodo legata agli episodi di Macerata, dove si era appena tenuta una partecipata manifestazione per protestare contro i movimenti neofascisti e razzisti. Lo straniero, nel monologo, racconta la sua ricerca di un posto in cui sentirsi finalmente a casa, e dell’impossibilità di raggiungerlo. Spiega di essere stato allontanato da tutti i posti in cui aveva deciso di fermarsi: ogni volta gli è stato detto che non poteva stare lì, e che per lavorare sarebbe dovuto andare da qualche altra parte. Niente musica ed un palco al buio, un momento altissimo, che ha commosso gli spettatori di tutto il mondo, confermando ancora una volta in più lo strabiliante talento dell’attore italiano che ha spiegato di “essere innamorato di questo testo perché non dà risposte, ma crea immagini ed emozioni. Racconta una storia che riguarda tutti, il bisogno estremo degli altri, dello stare insieme e, al tempo stesso, l’insofferenza dello stare insieme”. La scelta del monologo è stato un “mettersi veramente a nudo nei confronti del pubblico: ci sono io e gli spettatori in sala”. Forse per questo mentre lo recitava aveva le lacrime agli occhi.

Biscotti di meliga

I biscotti della tradizione sono i più buoni, tutti da riscoprire, come le paste di meliga: deliziosi frollini al burro con farina di mais. Una specialità piemontese da gustare a colazione, ma anche a fine cena accompagnati da un bicchiere di vino.

Ingredienti (per circa 40 biscotti)

• 250 g di burro freddo
• 250 g di farina 00
• 130 g di farina fioretto di mais
• 110 g di zucchero semolato
• 1 uovo
• 1 tuorlo
• 1/2 bacca di vaniglia
• la scorza di 1 limone grattugiata
• 1 pizzico di sale

Procedimento

Per preparare le paste di meliga versare in una ciotola la farina 00, quella di mais, lo zucchero semolato e i semi di vaniglia. Mescolate con un cucchiaio per amalgamare.

Aggiungere il burro tagliato a cubetti e la scorza di limone grattugiata. Iniziare a impastare, se usate la planetaria, impastate a bassa velocità con la frusta, fino a ottenere un composto non troppo compatto. Unire l’uovo, il tuorlo e il sale e impastate fino a ottenere un impasto morbido.

In questa fase è fondamentale fare attenzione alla consistenza dell’impasto che non dovrà risultare troppo tenero (o i biscotti si scioglieranno in cottura), ma nemmeno troppo duro (altrimenti sarà impossibile spremerlo con la tasca da pasticciere).

Trasferite l’impasto in una sac à poche con bocchetta a stella da 15 mm e formate delle corone di circa 5-6 cm di diametro direttamente su due teglie foderate di carta forno. Dovranno essere ben distanziate.

Cuocere le paste di meliga nel forno a 180° per circa 15 minuti o fino a leggera doratura. Sfornare e far raffreddare completamente prima di servire.

Chiacchiere

Eén van de symbolische recepten, die Italianen bereiden met carnaval is chiacciere (met eindeloos veel variaties per regio zoals strufoli, frappe, crostoli). Veel namen verwijzen naar hun vorm, in Lombardije verwijst de naam naar de ‘praatjes’ van nonnen die de gelofte van stilte hebben afgelegd en die in totale afzondering leven. De naam is een leugen (bugia), zoals ze zeggen in Turijn of Genua, in de lijn van de carnavalstraditie van grappen en grollen.

Ingrediënten (voor ongeveer 40 koekjes):

  • 500 gr bloem 00
  • 70 gr suiker
  • 50 gr boter op kamertemperatuur
  • 30 gr grappa
  • 3 middelgrote eieren
  • 6 gr poeder gist voor gebak
  • 1 vanillestokje
  • 1 eidooier
  • Een snufje zout

Naar behoefte arachideolie om te frituren
Naar behoefte poedersuiker om te bestrooien

Werkwijze

Zeef de bloem en de gist, doe het bij elkaar in een keukenmachine. Voeg de suiker, het zout, de losgeklopte eieren en de grappa toe. Laat de machine aanstaan totdat alles goed gemengd is.

Vervang de garde door de deeghaak, doe de zaadjes uit het vanillestokje en de boter bij het mengsel en laat de keukenmachine nog eens 15 minuten draaien totdat er een homogeen mengsel ontstaat. Het moet stevig maar nog kneedbaar zijn. Voeg zo nodig 5-10 gr water toe. Leg het mengsel op een werkblad en maak er snel een bol van.

Wikkel het ‘broodje’ in huishoudfolie en laat het op kamertemperatuur 30 minuten rusten. Verdeel het deeg in porties van ongeveer 150 gr en verwerk ze elk afzonderlijk. Eén portie plat slaan met de hand, met bloem bestuiven en met de pastamachine plakken maken van 2 mm.

Laat de lapjes even rusten en verhit ondertussen de olie tot 160 graden. Maak met een geschulpt snijwieltje rechthoeken van ongeveer 5×10 cm en maak over de lange kant van de lapjes 2 inkepingen.

Zodra de olie de juiste temperatuur heeft bereikt, dompel je 2-3 rechthoekjes onder met behulp van een schuimspaan. Keer ze af en toe en haal ze eruit als ze goudkleurig zijn. Laat ze uitlekken op keukenpapier, laat ze afkoelen en bestrooi ze royaal met gezeefde poedersuiker.