Il cantautore toscano è stata la sorpresa del 75esimo Festival di Sanremo. Come pochi è riuscito a rendere armonioso il rock d’autore alle sonorità folk e glam, trasformandone le sue atmosfere surreali in poesia. Lucio Corsi è uno dei giovani cantautori e artisti più interessanti delle nuove generazioni musicali in Italia. Sebbene il suo nome non sia (per ora) notissimo al grande pubblico, il musicista toscano, oggi 31enne, ha una carriera ultradecennale alle spalle. Apprezzato da moltissimi colleghi e critici, si è ritagliato sempre più spazio nella scena indie ma anche nel mondo della musica live, che anima sempre con passione, poesia e delicatezza.
Meritatissimo il secondo posto con la sua canzone Volevo essere un duro che ha già conquistato pubblico e critica grazie a un testo intenso che affronta il contrasto tra ciò che si vorrebbe essere e ciò che si è realmente. La canzone è una dichiarazione d’intenti, un’aspirazione che l’artista rivela di aver coltivato fin da bambino, influenzato forse da modelli cinematografici o da figure eroiche. Crescendo, tuttavia, si scontra con la realtà della propria fragilità e autenticità e con la complessità del mondo, un ambiente che mette a dura prova le sue ambizioni di durezza.
Corsi è stato sorpassato con una manciata di voci da Federico Olivieri, in Arte Olly, che ha vinto il Festival con Balorda Nostalgia. Normalmente il vincitore di Sanremo partecipa ad Eurovision, ma Olly ha rinunciato e noi siamo felici che sarà Lucio a rappresentare l’Italia. E voi cosa ne pensate?
Volevo essere un duro (testo)
Volevo essere un duro
Che non gli importa del futuro
Un robot
Un lottatore di sumo
Uno spaccino in fuga da un cane lupo
Alla stazione di Bolo
Una gallina dalle uova d’oro
Però non sono nessuno
Non sono nato con la faccia da duro
Ho anche paura del buio
Se faccio a botte le prendo
Così mi truccano gli occhi di nero
Ma non ho mai perso tempo
È lui che mi ha lasciato indietro
Vivere la vita
È un gioco da ragazzi
Me lo diceva mamma ed io
Cadevo giù dagli alberi
Quanto è duro il mondo
Per quelli normali
Che hanno poco amore intorno
O troppo sole negli occhialiVolevo essere un duro
Che non gli importa del futuro no
Un robot
Medaglia d’oro di sputo
Lo scippatore che t’aspetta nel buio
Il Re di Porta Portese
La gazza ladra che ti ruba la fede
Vivere la vita
È un gioco da ragazzi
Me lo diceva mamma ed io
Cadevo giù dagli alberi
Quanto è duro il mondo
Per quelli normali
Che hanno poco amore intorno
O troppo sole negli occhiali
Volevo essere un duro
Però non sono nessuno
Cintura bianca di Judo
Invece che una stella uno starnuto
I girasoli con gli occhiali mi hanno detto
“Stai attento alla luce”
E che le lune senza buche
Sono fregature
Perché in fondo è inutile fuggire
Dalle tue paure
Vivere la vita è un gioco da ragazzi
Io, io volevo essere un duro
Però non sono nessuno
Non sono altro che Lucio
Non sono altro che Lucio
Molto delicata anche la sua versione di Volare (nel blu dipinto di blu) di Domenico Modugno nella serata duetti, proposta assieme a Topo Gigio (!).