Crime tv italiane

Le serie TV di crime italiane hanno sempre più successo, grazie a produzioni che mescolano il noir a tematiche sociali e storiche, consolidando la popolarità dei titoli sulle piattaforme di streaming globali.

I titoli di maggior successo, legati a casi di crimini realmente avvenuti, sono “Il Mostro”, miniserie diretta da Stefano Sollima e dedicata al caso dei misteriosi omicidi di Firenze, che è diventata a fine 2025 la serie italiana più vista su Netflix a livello mondiale. L’opera ripercorre gli omicidi non solo come indagine criminale, ma anche come affresco di un’Italia rurale e oscura.

Il pubblico premia produzioni che uniscono il rigore documentaristico alla tensione drammatica, come la docuserie “Yara: Oltre ogni ragionevole dubbio”, che continua a generare dibattito per la sua analisi del caso Gambirasio, o la recente produzione “La banda della Magliana – La vera storia” su Sky in Italia, che ricostruisce l’egemonia criminale romana.

Sono state molto amate anche “Per Elisa – Il caso Claps” e la scioccante inchiesta di “Veleno” su Prime Video, dove la verità processuale si intreccia con le profonde contraddizioni sociali del Paese.

Grandissimo il successo su Disney+ di “Avetrana – Qui non è Hollywood”, miniserie televisiva che ricostruisce il terribile delitto di Sarah Scazzi in quattro capitoli, ciascuno focalizzato sul punto di vista di un protagonista.

Infine, “L’assassinio del Banchiere di Dio”, docuserie del 2022 (distribuita internazionalmente anche su Paramount) e oggi diventata podcast, ricostruisce la morte di Roberto Calvi sotto il Blackfriars Bridge di Londra, intrecciando le indagini con le vicende del Banco Ambrosiano, del Vaticano, della Loggia P2 e della mafia.